San Paolo a Ripa d'Arno

Sito web ufficiale di informazione sul progetto di consolidamento 2016-2018

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Resoconto ad un anno dall'inizio dei lavori

È trascorso poco più di un anno dall’inizio dei lavori di consolidamento statico della Chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno.

L'allestimento del cantiere ed il lavori sono iniziati l’8 febbraio del 2016 dopo che l’edificio era stato chiuso al culto nel 2012 e dopo le indagini e le verifiche necessarie per la stesura di un progetto rivelatosi complesso per lo stato di degrado strutturale di tutto il corpo di fabbrica. 

I lavori di consolidamento riguardano tutta la chiesa: le sue murature, le strutture lignee di copertura e la cupola. Lo scopo del restauro è quello di restituire stabilità alle strutture e conferire  all'edificio una maggiore protezione nei confronti di eventuali azioni sismiche.

Ad oggi, trascorso la metà del tempo previsto per il completamento dei lavori, sono stati consolidati i paramenti murari della navata principale e di quelle secondarie con particolare attenzione anche all’aspetto architettonico così da realizzare un lavoro a regola d’arte anche dal punto di vista estetico. Il consolidamento sulla parete sud della chiesa, che nelle indagini preliminari al progetto era risultata più "povera" e meno resistente, è da tempo concluso e le prove di verifica che sono già state effettuate ne hanno attestato il deciso miglioramento delle caratteristiche di resistenza.  

E' concluso anche l’intervento sulle strutture delle navate laterali sia per la parte lignea visibile che per quegli elementi in acciaio che sono nascosti alla vista e che sono deputati a stabilizzare la costruzione ed a conferirgli una maggiore stabilità e resistenza al sisma . 

Anche i lavori sulle strutture della copertura della navata centrale saranno conclusi entro il mese e poi inizieranno quelli alla copertura del transetto e alla cupola, la più difficile da raggiungere e trattare.  Nei lavori alla navata centrale la quasi totalità delle strutture lignee esistenti  si sono rivelate irrecuperabili e quindi sono state sostituite con altre identiche nella forma e della stessa essenza lignea. 

Nel corso dei lavori  spesso si è verificata la necessità di dover eseguire interventi più estesi  di quelli previsti perché alcune strutture  hanno rivelato  carenze assai più marcate di quelle denunciate al momento delle indagini. Nonostante questo, i lavori stanno al momento procedendo nei tempi e nei modi previsti.

«Per quanto riguarda le spese - ha dichiarato don Francesco Barsotti, economo dell’Arcidiocesi di Pisa -  era stato preventivato un costo iniziale di circa 1 milione e 500.000 euro che potrebbe salire di circa 300.000 euro». Dalla CEI, grazie all’8 per mille erano stati raccolti 600.000 euro; la Curia ha contribuito con 400.000 e la Fondazione Pisa con 500.000; con la campagna crowdfounding (grazie all'iniziativa di Unicoop ed Eppela iniziata il 15 giugno 2016 e terminata il 13 ottobre 2016), sono stati raccolti 151.572,00 euro. Anche le spese dunque sono interamente coperte: i tecnici stanno valutando la possibilità di fare interventi che non rientravano nel progetto iniziale ma dei quali, in corso d’opera, è emersa l’utilità. «Anche per questo - ha detto don Francesco Barsotti - sono in corso nuovi contatti tra l’Arcidiocesi di Pisa e la Banca Popolare di Lajatco, il Banco Popolare e Banca Prossima.»

Il restauro è sempre stato costantemente condiviso con la Soprintendenza e, durante i sopralluoghi effettuati dall’architetto Marte Ciafaloni, è stato sempre espresso il plauso per i lavori finora svolti. Si sta procedendo dunque secondo il cronoprogramma e l’obiettivo è di concludere i lavori, salvo imprevisti, a marzo 2018. 


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Tags: Rassegna stampa, 2017

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